La Terra matta dei miserabili

martedì, ottobre 14th, 2008

Da dove viene quella forza che ci spinge a raccontare, a condividere la nostra storia e a tramandarla? L’opera di Vincenzo Rabito sembra un miracolo e invece non lo è. E’ la volontà di un uomo che, spinto da una forza atavica, si arma di una macchina da scrivere e guerreggia contro una lingua che non gli appartiene. Continua a leggere »

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Come sfasciare una splendida città mediterranea in pochi semplici passi

sabato, settembre 27th, 2008

Una scena infernale. Un fiume di magma largo 4 chilometri e alto 50 metri che scende dal vulcano e distrugge uno dopo l’altro i paesi di Nicolosi, Belpasso, Mompilieri, Mascalucia, Camporotondo, San Giovanni Galermo, San Pietro Clarenza. Supera le mura di Catania e i bastioni, copre i fossati del Castello Ursino, inghiotte oltre tremila abitazioni, seppellisce i trentasei torrenti del fiume Amenano fino a tuffarsi nello Jonio per oltre 2000 metri.  E’ lo spettacolo che si presentò ai Catanesi nel marzo del 1669. Una catastrofe, un flagello.

Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto 331 anni dopo, ovvero 8 anni fa, allorché Umberto Scapagnini venne eletto sindaco di Catania con il 56,7% dei voti. Diversamente da quell’antica sciagura, questa moderna appare come una nemesi che si abbatte su un popolo che l’ha pure votata e quindi voluta. Per due volte. Forse tre, se si pensa che dopo le dimissioni di Scapagnini
il centrodestra nelle ultime comunali ha ricevuto più di 80 voti su 100.

Non sappiamo Scapagnini che poteri  soprannaturali abbia, se sia un mago, un fattucchiere o altro, fatto sta che (essendo il medico personale di Berlusconi) ha reso Catania l’equivalente del ritratto di Dorian-Silvio-Gray. Mentre al premier i capelli ricrescevano, la pelle si ritirava e il volto ringiovaniva, la città etnea cadeva, in silenzio, a pezzi. Ovviamente per tutto questo è stato premiato e oggi è un nostro Parlamentare nelle file del Pdl.

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