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ioPenZo.it » Gelmini

Onda-Card contro i tagli

sabato, novembre 29th, 2008

Segnalo dal sito www.uniriot.org che invito a leggere.

28 Novembre:  Mobilitazioni diffuse dell’Onda in tutta Italia.

ROMA: Centinaia di studenti hanno fatto irruzione nell’aula Magna del Rettorato e hanno bloccato la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico.Non c’è niente da inaugurare!” L’unica cosa da inaugurare è l’autoriforma dell’università che gli studenti e i precari stanno già costruendo con il conflitto, i seminari autogestiti, le campagne sul welfare e reddito, le autoriduzioni e tanto altro. Gli studenti oggi si sono ripresi il rettorato, ai baroni è rimasta soltanto la pioggia. Dopo un corteo interno gli studenti hanno forzato le uscite secondarie del rettorato presidiato da alcune decine di poliziotti e sono riusciti ad entrare nell’aula Magna gridando “Frati barone sei solo un buffone”. Il rettore ha abbandonato l’aula dopo l’occupazione dando dei “fascisti” agli studenti. Gli studenti della Sapienza hanno poi bloccato le strade e gli incroci limitrofi alla città universitaria, ricordando, con Vito nel cuore, la tragedia di Torino per dire, come recitava lo striscione, “che di scuola e di tagli non si muoia più!”. Cortei e blocchi in varie parti della città hanno visto gli studenti medi in mobilitazione in questa giornata. Dopo le autoriduzioni a teatro e alle mense, continua la campagna per l’autoriforma…verso lo sciopero generalizzato del 12 dicembre!

[FOTO: Occupazione del rettorato] [FOTO: Gli studenti in corteo] [FOTO: gli studenti invadono il Rettorato] [AUDIO: Intervista ad uno studente nel Rettorato] [AUDIO: Le parole in diretta di una studentessa durante la contestazione] [LEGGI: Sapienza: Blitz alla cerimonia.Frati infuriato] [LEGGI: Interrotta l'inaugurazione alla Sapienza. Il rettore infuriato]

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Social top ten

lunedì, novembre 24th, 2008

Ho cercato su Facebook i politici italiani che vantano più supporter.  La classifica - che ovviamente non ha nessun valore statistico - è aggiornata alle 16.00 di oggi 24 Novembre. La cosa più divertente è leggere “politico” accanto a Mariastella Gelmini.

Assessore Palmiro Cangini- politico 11.641 sostenitori

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(D)Istruzione

venerdì, ottobre 31st, 2008

 

Ormai è quasi un mese che l’Italia studentesca protesta. Ieri lo sciopero generale. 30 ottobre, un milione di persone solo a Roma e tante altre per le vie di tutte le città italiane. Qualcosa si è svegliato nel nostro paese, qualcosa si muove, il dissenso è venuto fuori dopo alcuni di anni di apatia politica che poco mi son piaciuti. Decreto Gelmini e manovra finanziaria, se ne sente parlare alla nausea e credo che ormai tutti sanno di cosa trattino. Tagli orizzontali dei fondi destinati a università pubbliche, da trasformare in fondazioni private, turn-over con rapporto 1 a 5. E ancora, ritorno al maestro unico per le prime due classi delle elementari, voto in condotta influente sulla bocciatura e grembiulino. Insomma un decalogo delle cose da non fare se si vuole salvare la scuola italiana. Gli sprechi ci sono per carità, se ne vedono da tutte le parti, ma un taglio indiscriminato così netto, taglia le gambe a quell’organizzazione già scadente presente in molti atenei pubblici. E poi c’è il vero scandalo, l’errore madornale compiuto dal governo. La parte riguardante il turn-over è agghiacciante: ogni 5 pensionamenti un solo ricercatore sarà assunto. Scherziamo? I ricercatori sono la matrice della scienza che si sviluppa, sono il fulcro del ricambio generazionale, sono il perno su cui ruota l’intera efficienza di un ateneo. Tagli così netti al personale condanneranno l’università italiana, relgandola agli ultimi posti nel ranking delle scuole europee. Il centro destra continua a difendere questo decreto assurdo (l’altro, il vero e proprio Decreto Gelmini è poca cosa in confronto alla 133) parlando di tagli necessari e non presentando un metodo. Si, perchè è proprio quello che manca. Un metodo di valutazione per gli atenei che funzionano e quelli che vanno sempre peggio. I tagli se ci devono essere, vanno fatti mirati a quelle università che non sono efficienti. A quegli atenei che non sanno neanche cos’è la meritocrazia, ma puntano solo a sfornare masse di caproni che pagano le tasse. L’Europa intera investe fondi nell’istruzione, noi li togliamo, non capendo che quello è il motore che manderà avanti il paese in futuro. Krugman, ultimo premio Nobel per l’economia, ci insegna, sulla scia della risoluzione della crisi del ‘29, che il modo più sbagliato per affrontare le crisi, è togliere soldi ai pubblici servizi. Meno soldi hanno le persone, meno possono comprare, meno viene prodotto, più tempo si sta in recessione. Un’identità base dell’economia. Così facendo si rischia di mandare a casa migliaia di insegnanti, c’è il serio pericolo che molti atenei alzino le tasse con conseguente abbandono delle famiglie più povere. Un vero disastro, e non si riesce a capire se il Berlusconi’s team lo faccia per interessi o incompetenza. Inutile prendersela solo con la Gelmini, lei è un pagliaccio, come lo è stato Alfano e come a turno lo saranno tutti. Silvio è il governo, Tremonti il braccio destro, le altre sono comparse. Purtroppo per adesso in Italia va così, non c’è nulla da fare; tranne che  protestare, scendere in piazza, posare spranghe e innalzare striscioni. Farsi sentire finchè si può. Almeno il dissenso, quello civile, non può essere tagliato. Per evitare ancora una volta la solita fuga, di cervelli…e non..

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Capire, fare. Antiviolenza.

venerdì, ottobre 24th, 2008

Capire. Ancora oggi la parola no-global nel linguaggio televisivo significa pazzocriminalesovversivo. Mai sentito parlare di new-global. La lezione di Genova del 2001 ci insegna che anche un movimento pacifista fatto da decine di migliaia di persone antiviolente può essere trasformato in un’orda di violentifanaticifacinorosi. Basta avere qualche infiltrato che aizza la folla, treni gratis per i black block spaccavetrine e il controllo di qualche tv.

Capire. Quest’anno abbiamo votato ancora una volta con una legge elettorale che non ci ha permesso di scegliere altro che un simbolo, una scatola chiusa. La sinistra e la destra sociale oggi non hanno rappresentanti in Parlamento. Gli anni di piombo ci insegnano che in questi casi, al sorgere di conflittualità, le correnti estreme cercano altri modi di farsi sentire. Continua a leggere »

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Cronaca di un venerdì 17 italiano

domenica, ottobre 19th, 2008

“Credo nel progresso, non credo nello sviluppo e nella fattispecie in questo sviluppo”.

Pierpaolo Pasolini

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