Alcuni passaggi dell’intervento a Rainews 24 del giornalista Nello Scavo, autore del libro Di Rata in Rata. Sotto, il video integrale.
-Sono circa 12,6 Miliardi di euro gli introiti della criminalità derivanti dall’usura.
-Al Nord la ‘Ndrangheta e la Camorra utilizzano l’usura come cavallo di Troia per riuscire a penetrare nell’economia legale.
-Al Sud invece [l'usura] serve per estendere il potere sul territorio, il controllo, e far fronte alle difficoltà che la crisi man mano sta esprimendo.
-Le denunce sono fortemente in calo. Nel 1998 si superavano le mille denunce all’anno, nell’ultimo anno siamo andati vicinissimi alle settecento [...] nonostante il giro d’affari sia cresciuto.
-La prima voce di reddito per la mafia è la gestione di droga, ma la seconda voce è diventata l’usura, ormai ben più delle estorsioni.
-Secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano la prima necessità dei piccoli e medi imprenditori in questo momento è proprio la liquidità. Le banche hanno chiuso i rubinetti [...] dunque esiste una zona grigia fatta di faccendieri, amici degli amici, bancari infedeli, disposti a venire incontro a questa esigenza facendola pagare a caro prezzo a questi imprenditori [...] con lo scopo di aiutare i clan e le mafie a entrare a far parte del sistema economico legale del Nord.
-Poi ci sono gli imprenditori truffati dalle banche, basti pensare al disastro dei derivati. Molte le queste imprese hanno chiuso, il che vuol dire non solo imprenditori senza lavoro ma anche dipendenti senza stipendio.
-Ci sono dei segnali positivi, ci sono delle proposte di legge che dovrebbero facilitare le denunce di cittadini, ma la sensazione è che la strada non sia brevissima.
-La certezza della pena, sapere che il proprio aguzzino andrà in carcere, [...] sapere che con quanto si ricaverà dalla vendita dei beni degli usurai si potrà risarcire le aziende, sarà uno stimolo in più a denunciare per coloro che subiscono questo tipo di sopruso.
Marc è un uomo francese. Lavora in uno studio di architettura di interni, viaggia spesso, per lavoro e divertimento. Ha mollato la sua ex Jennifer, per mettersi con Claudia, seni piccoli capelli corti belle gambe, stanno insieme dalla scorsa primavera. Marc è nato il 5 Dicembre 1979, ha ventinove anni, e da oggi, in un solo giorno la sua vita è stata conosciuta in (quasi) ogni minimo dettaglio da milioni di cybernauti.
Non è l’incipit di un romanzo noioso o di un giallo accattivante, è la provocazione, geniale se vogliamo, di una rivista francese non popolarissima, “Le Tigre”, che tra migliaia di profili disponibili nella rete, ha scelto quello di Marc, per dimostrare come da siti popolari e accessibili a tutti si possa risalire alle biografie di perfetti sconosciuti. Google, Flickr, Facebook sono solo alcuni di questi contenitori in cui il malcapitato francese aveva riversato sconsideratamente migliaia di informazioni (personali?), immagini (private?), dati di lavoro, che grazie a una meticolosa ricostruzione della redazione del giornale, hanno composto il puzzle della vita di Marc. I tasselli? Foto davanti ad un gate dell’aeroporto, gite all’estero, matrimoni di amici, numeri di telefono e quanto serva per scrivere una biografia. A rifletterci un attimo, il tutto fa un po’ pensare. Ovvia e da condannare la sua imprudenza nel diffondere così incautamente informazioni private, ma quanto saprebbe fare meglio l’internettaro medio, se mi passate il termine? Il mondo dei Social Network è ormai una realtà che sfugge al controllo di creatori e soprattutto consumatori stessi. Facebook, inutile negarlo, sta cambiando definitivamente il modo di relazionarsi nella rete e i siti che offrono le medesime garanzie aumentano col passare dei giorni. Personalmente, come in tanti altri campi, credo sia l’abuso il vero male nascosto di questi prodotti. Lasciarsi prendere la mano, facendosi trascinare da questo fiume in piena è un rischio a volte poco calcolato; così non è difficile scoprire che perfetti sconosciuti sanno troppo della tua vita e che tutto è andato oltre all’intenzione ingenua di mettere questa o quella foto. Ognuno è libero di fare le sue scelte, ma ogni tanto, soprattutto in questi casi, sarebbe utile qualche secondo di riflessione in più.
Tornando al caso di Marc, è con la sua prevedibile e altrettanto ingenua reazione all’articolo, che la rivista ha realmente dimostrato di aver raggiunto l’obiettivo. Quando ha appreso la notizia “l’osservato speciale” ha fatto quello che ognuno di noi nei suoi panni avrebbe fatto. Andare imbufalito dal direttore a lamentarsi, minacciando vie legali. Quest’ultimo per nulla spaventato, aveva ovviamente previsto tutto e ha cortesemente replicato dimostrando come tutti i dati da loro raccolti erano pubblici e a perfetta disposizione di tutti i cybernauti del mondo. Insomma, nessuna violazione di privacy. Come a dire..”e mò so ca**i tuoi”…in tutti i sensi. Povero Marc, che giornataccia!
L’ 11 gennaio di dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Si potrebbero dire e scrivere centinaia di cose su di lui, e tante infatti ne sono state scritte e dette. A Roma, a Genova, in televisione, stanno facendo omaggi, interviste e reportage. Invece, se vi va, vorrei invitare chiunque passasse per questo blog, a lasciare una frase che più gli piace dei testi di De Andrè. Un omaggio senza drappi e coccarde.
Il mio primo post su IoPenzo, effettivamente non poteva che essere questo, per chi mi conosce e sa che ho smesso di guardare definitivamente la televisione ormai da parecchi anni e ho deciso di affrontare una lotta spietata contro questo sistema di informazione deleterio, sa pure che sino ad oggi ho trovato incomprensione derisione e accuse di fanatismo… a questo punto posso dire solo una cosa… GRAZIE YOU TUBE DI ESISTERE, non mi sento più solo adesso!