Requiem per l’arte
5 aprile 2009 – 14:57
Ieri, sabato 4 aprile, a Roma, c’è stata la manifestazione nazionale della C.G.I.L. Il solito balletto tra la questura e gli organizzatori sulla quantità di persone intervenute (che più o meno hanno riempito il Circo Massimo), non ci deve far perdere d’occhio il dato reale che tanti lavoratori, tanti italiani sono scesi in piazza per affermare la loro dignità ad avere un lavoro e uno stipendio.
Gli operai in cassa integrazione, quelli licenziati, gli impiegati a progetto da anni, i ricercatori universitari senza stipendio, hanno lo stesso diritto e dignità dei cosiddetti “artisti” o, usando una parola ormai divenuta un insulto, “intellettuali”. Infatti, passata quasi totalmente in sordina, il 30 marzo scorso sempre a Roma, a Piazza Farnese, c’è stata una manifestazione dei lavoratori del campo dello spettacolo. Organizzata dalla ApTI (Associazione per il Teatro Italiano), vi hanno partecipato attori televisivi, cinematografici, teatrali, ballerini, giocolieri, musicisti, cantanti. Insomma tutte quelle persone che servono ad uno stato democratico tanto quanto un metalmeccanico. Questa è la dichiarazione dell ApTI: “In Italia gli addetti alla cultura e allo spettacolo sono 400.000 cui va aggiunto il grande indotto del turismo culturale. In Italia si tagliano i fondi statali per lo spettacolo, i beni culturali, la scuola e la ricerca“.
Tra i tanti intervenuti, c’era pure Ascanio Celestini:
Autore: Alessandra


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