Evaporato in una nuvola rossa
11 gennaio 2009 – 11:07
L’ 11 gennaio di dieci anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Si potrebbero dire e scrivere centinaia di cose su di lui, e tante infatti ne sono state scritte e dette. A Roma, a Genova, in televisione, stanno facendo omaggi, interviste e reportage. Invece, se vi va, vorrei invitare chiunque passasse per questo blog, a lasciare una frase che più gli piace dei testi di De Andrè. Un omaggio senza drappi e coccarde.
Autore: Alessandra


12 Risposte a “Evaporato in una nuvola rossa”
Scritto da Alessandra il gen 11, 2009
“E adesso imparo un sacco di cose insieme agli altri vestiti uguali, tranne qual’è il crimine giusto per non passare da criminali.
Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”.
da “Nella mia ora di libertà”
Scritto da Antonio il gen 11, 2009
“Mi sono spiato illudermi e fallire,
Abortire i figli come i sogni,
Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve,
Mi sono visto che ridevo,
Mi sono visto di spalle che partivo…”
(da “Anime salve”)
Scritto da PisaMan il gen 11, 2009
“E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina anarchia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza”
(da “se ti tagliassero a pezzetti” dal vivo)
Scritto da gloria petrini il gen 12, 2009
“..Vedo che salgo a rubare il sole
per non avere più notti,
perchè non cada in reti di tramonto,
l’ho chiuso nei miei occhi..”
(da “Un ottico”)
Scritto da Pierdamiano il gen 13, 2009
“..ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l’amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.
Guardate il sorriso, guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l’amore..”
Scritto da Pierdamiano il gen 13, 2009
da “Un chimico”
Scritto da Raffaella il gen 14, 2009
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria / col suo marchio speciale di speciale disperazione / e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi / per consegnare alla morte una goccia di splendore / di umanità, di verità.
Scritto da Carlo il gen 15, 2009
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l’umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all’orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?
da “recitativo” dell’album “tutti morimmo a stento”
Scritto da Matteo il gen 16, 2009
Questa è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di avere sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l’errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c’erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c’è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d’oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri. (dal commento introduttivo de La città vecchia al Teatro Brancaccio di Roma, il 14 febbraio 1998)
Scritto da Marco il gen 18, 2009
“E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
nell’imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po’ più lontano.”
(da “Giugno ‘73″)
Scritto da Cristian il gen 21, 2009
“Poi tornammo in Brianza per l’apertura della caccia al bisonte
ci fecero l’esame dell’alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
- Per la caccia al bisonte - disse - Il numero è chiuso.
E a un Dio a lieto fine non credere mai”
Scritto da Lello il feb 28, 2009
“non dire falsa testimonianza, e aiutali a uccidere un uomo… lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono…”
da “il testamento di tito” (1967)
saluti a tutti i penZatori!!
Lello