Oceano di saggezza

15 dicembre 2008 – 19:07

Ci sarebbero tante cose da dire e da denunciare sulla nostra Italietta cancerosa, ma per oggi preferisco guardare oltre la Russia, prendere una virtuale transiberiana Mosca-Pechino, e dalla Cina raggiungere, in qualche modo, il Tibet.

Dal 1950 questa nazione fa parte della Cina. Il Tibet ha un governo molto particolare: il suo capo, il Dalai Lama, è la guida spirituale e politica dell’intera nazione; non viene eletto ma “riconosciuto” come reincarnazione del suo predecessore. Il buddismo tibetano è la religione ufficiale della “Terra delle Nevi”. Per le informazioni più dettagliate esistono molti testi che parlano della ricchissima cultura tibetana, antica, misteriosa, saggia e piena di superstizioni che la rendono molto interessante e suggestiva.

Ma vorrei riflettere sul fatto che la Cina continui fino ad oggi a sostenere che il Tibet è una regione che fa parte del suo Grande Impero e sconsigli vivamente (tanto per essere eufemistici), gli incontri del Dalai Lama con i leader mondiali. Tuttavia, ad esempio, Nicolas Sarkozy (presidente di turno dell’Unione Europea) ha incontrato la guida spirituale e politica del Tibet lo scorso 6 dicembre a Danzica suscitando non poche polemiche da Pechino. Il Dalai Lama è infatti considerato un sovversivo, ma negli ultimi anni è addirittura arrivato a chiedere alla Cina non più la scissione politica del Tibet ma solo un’indipendenza culturale. Insomma, chiede che il suo popolo possa praticare liberamente la propria religione, le proprie tradizioni, la propria lingua. Il governo cinese, di tutta risposta, ha avviato una politica di inculturazione nei confronti del Tibet: nelle scuole tibetane ci sono maestri cinesi che insegnano la loro Storia, la loro lingua, i loro usi e costumi. In più, cosa gravissima, i medici (anche loro cinesi, fatti emigrare appositamente nel Tibet dalla Cina), sterilizzano le donne tibetane per non incrementarne la popolazione.

Vorrei riflettere anche su quest’altro punto: spesso i “giovanotti di forza nuova de noantri” o “estremisti operai padani” confondono la giusta causa che difende il Dalai Lama con un odio superficiale e meschino per l’eventuale “Cina comunista”, che ormai di comunista mi sembra che mantenga una bandiera rossa e niente più. Penso infatti che la Cina abbia un’importantissima cultura da rispettare, il taoismo, la medicina, la scrittura. Lo stesso Tenzin Gyatso, quando ebbe il suo primo colloquio con Mao Tse Tung, sembrò favorevole alle idee comuniste perchè credeva che la Cina avrebbe aiutato il Tibet a progredire. Solo quando Mao, a fine incontro, gli sussurrò in un orecchio che “la religione è veleno”, il Dalai Lama ebbe un brivido premonitore. Ma trovo sciocco e deviante odiare la nazione cinese, penso invece che ci sia bisogno di una più attenta e seria presa di posizione da parte di tutti i capi di stato del “mondo democratico” per far avere alla Cina il rispetto, prima di tutto, della cultura tibetana, del suo popolo e dei diritti umani di tutti, e subito dopo marcarla stretta per farle riconoscere il Tibet come una regione autonoma a tutti gli effetti. Ma ci vuole l’impegno e il coraggio dei leader mondiali che ci ritroviamo affinchè si schierino a favore di un popolo che subisce uno sterminio continuo.

Mi chiedo un’ultima cosa: perchè papa Benedetto XVI non ha incontrato e dialogato con il suo “collega” buddista in questo ultimo anno di Olimpiadi e di repressioni cinesi? Mi sembrava che Gesù parlasse di amore per il prossimo, l’amore porta naturalmente alla comprensione, ma forse Gesù parlava di altri periodi storici, adesso siamo moderni, si parla di altro.

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Autore:

  1. 1 Risposta a “Oceano di saggezza”

  2. Scritto da Pierdamiano il dic 15, 2008

    Faceva ribrezzo il manifesto di forza nuova in giro un po’ di tempo fa qui a roma. In primo piano i monaci tibetani e sotto la scritta:”anti comunisti come loro”…..come si fa a strumentalizzare incoerentemente anche queste cose!

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