L’ultima volta che ti ho assassinato

19 novembre 2008 – 05:43

Succede. Succede che si diventa un po’ matti e si pensa che la pace nel mondo bisogna costruirla. Magari ci pensi troppo e inizi a concepire idee strane come ridare la dignità a chi è calpestato dalle guerre. Lo stadio successivo della malattia ti porta in una terra straniera a fianco di chi soffre, a ristrutturare sanatori, gettare le fondamenta di nuove case per profughi di guerra, lavorare alla manutenzione di alloggi per senzatetto o portatori di handicap. Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Croazia. Poi l’Africa: Togo, Ghana e Tanzania, impegnato nella costruzione di community-center, centri sanitari e in una cooperativa impegnata nella lotta contro il disboscamento della foresta alle pendici del Kilimangiaro.E’ il 2003 e partecipi ad un’esperienza di volontariato a Gerusalemme Est, nello stesso campo di lavoro in cui perderà la vita Angelo Frammartino. Vieni a conoscenza dell’organizzazione di Josè Bovè e collabori ai progetti dell’ISM.

Ti convinci subito ad attuare azioni di interposizione non violenta nel tentativo di frenare il massacro quotidiano ad opera dell’esercito israeliano a danno di civili. Diventi testimone scomodo di crimini contro l’umanità. Vieni condannato e imprigionato. Conoscerai il lutto, la deportazione, il genocidio, ma non ti arrendi. Raggiungi il Congo con i Beati costruttori di Pace come osservatore internazionale per le prime elezioni libere, poi di nuovo in Palestina, in Libano e a Gaza, laddove bisogna costruire cliniche, portare medicine, coltivare speranza. Riesci a portare a termine anche azioni di grande rilevanza internazionale grazie al Free Gaza Movement, come l’impresa dell’imbarcazione chiamatà “Dignità” che salpa da Cipro con a bordo 27 civili e un premio nobel per la pace e riesce a rompere il blocco israeliano per portare solidarietà e una tonnellata di medicinali urgenti a Gaza.

Questa non è una favola, è la vita di Vittorio Arrigoni, il blogger di Guerrillaradio. Vittorio è stato arrestato ieri dalla Marina israeliana. Da due mesi Vittorio assieme ad altri attivisti pacifisti internazionali accompagna i pescatori palestinesi per proteggerli, con la sola presenza, dalle azioni violente delle navi da guerra israeliane. Anche se le leggi internazionali sanciscono il diritto di pesca in qualunque parte del Mediterraneo a 12-20 miglia di distanza dalle coste, Israele ignora puntualmente queste direttive e negli ultimi anni, per questo motivo, ha ucciso almeno 14 pescatori nelle acque territoriali di Gaza.

L’ultimo post di Vittorio, datato 12 Novembre, è intitolato “l’ultima vola chi mi hanno assassinato”. Presenta un filmato in cui contro la barca da pesca vengono esplosi colpi di mitra. Da allora il blog è muto. Ascoltare quei colpi, nei colori di un tramonto mediterraneo così simile al nostro, lacera l’anima.

Inutile credersi assolti: se non complici, siamo per sempre coinvolti.

L’agenzia stampa italiana che ha annunciato l’arresto – link

Il comunicato del Free Gaza Movement – link

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Autore:

  1. 3 Risposte a “L’ultima volta che ti ho assassinato”

  2. Scritto da pierdamiano il nov 19, 2008

    Molto toccante. Certo che però fa pensare che le istituzioni italiane si occupino solamente di pizzini su La7 e vigilanza Rai, quando andrebbero aiutate persone come queste che danno davvero tutto per vere missioni di pace. Speriamo possa presto tornare a dare il suo contributo.

  3. Scritto da PisaMan il nov 21, 2008

    Un aggiornamento: stamattina i tre attivisti internazionali illegalmente detenuti in Israele, Vittorio Arrigoni, Andrew Muncie e Darlene Wallach, inizieranno uno sciopero della fame affinché i pescherecci sequestrati ai 15 pescatori palestinesi siano restituiti ai loro legittimi proprietari.

    http://ladytux.wordpress.com/guerrillaradiogaza/

  4. Scritto da Ottimista il mar 12, 2009

    ovviamente io sono d’accordo con adad

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