Razzismo alla parmigiana.

1 ottobre 2008 – 19:16
foto repubblicaparma.it

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E’ una ricetta semplice questa, da qualche tempo in Italia, basta trovare persone ricoprenti cariche istituzionali di spicco che fomentino odio e paura con dichiarazioni disciminatorie, basta un circuito mediatico che acuisca tali messaggi, una manciata di sindaci sceriffi che sottoscrivono documenti dai titoli altisonanti, e “solo” un pizzico di ignoranza e razzismo per condire il tutto. Da questa amalgama è venuta fuori una delle (tante) storie di discriminazione e violazione dei più basilari diritti civili. “Emmanuel negro”(questo il nome riportato sulla busta contenete i verbali della polizia municipale) passeggiava nel parco antistante alla scuola di Parma nella quale frequenta un’istituto tecnico serale, tre uomini gli si sono fatti incontro, e senza identificarsi hanno cercato di immobilizzarlo; comprensibilmente impaurito Emmanuel ha commesso il “reato” (con il quale è stato giustificato il fermo) di scappare, fino a che poi braccato dai tre, è stato malmenato e condotto in caserma, dove ha scoperto la splendida accoglienza che certe forze dell’ordine italiane riservano a chi come lui, evidentemente solo per il colore della pelle, viene etichettato come pusher. Nella stessa cella dove l’11 agosto scorso una prostituta seminuda era svenuta nell’indifferenza totale, il ragazzo è stato costretto a spogliarsi ed a rimanere imprigionato senza poter  fare una chiamata come più volte aveva chiesto; solo intorno alle 23, e solo dopo aver ottenuto la firma del ragazzo sui verbali gli agenti della polizia municipale hanno contattato i genitori del giovane ghanese che, giunti al comando di via del Taglio,  vedendo il figlio con addosso gli evidenti segni di percosse hanno prima chiesto spiegazioni agli agenti i quali, guardacaso, hanno fornito una versione opposta a quella che poi Emmanuel ha dato davanti alle telecamere di Repubblica tv, attribuendo  la tumefazione del volto dell’arrestato ad una caduta….

foto repubblica.it

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Sono quasi certo che a questo punto il caso si ridurrà alla disputa tra la  parola degli agenti (che declinano ogni responsabilità) contro quella del malcapitato Emmanuel, ma qui vorrei andare oltre considerando l’assurdità del trattamento che gli agenti hanno riservato al ghanese; anche nel peggiore dei casi (qualora il ragazzo fosse stato realmente colpevole di spaccio) ritengo totalmente ingiustificabile finanche a livello legale ciò che è accaduto, non si può lasciare nudo un fermato per ore, non lo si può picchiare, non lo si può appellare in maniera razzista; Per i fautori della “teoria dell’etichettamento” questo sarebbe stato un esempio perfettamente calzante, la coscienza comune italiana, come detto all’inizio, troppo indotta ad un’eccessiva e spesso fuorviante attenzione riguardo a certi problemi, sempre più spesso attacca “etichette” indosso a persone che si trovano a diventare criminali da un giorno all’altro, e non solo a causa di loro atti od atteggiamenti, ma, fattispecie ancora più sgradevole, a causa (a mio avviso evidente) del colore della propria pelle; non si tratta più di luoghi comuni (tutti gli X sono delinquenti) ma di prassi, che da un po’ di tempo ed in particolare in questo periodo, sembrano essere messe in atto da sempre più cittadini e forze dell’ordine, facendo spofondare la già ferita Italia in un’orrenda situazione di conflitto;

Solo il tempo ed il lavoro di tanta gente che si batte contro queste tendenze, potranno dirci se l’Italia in conformità con i valori Costituzionali potrà tornare ad essere un paese nel quale l’accoglienza e l’integrazione non siano più viste come un peso, nè come utopie, ma le si possa perseguire diffusamente, anche ricordando , paragone anacronistico ma secondo me valido, di essere un popolo che solo poche decine di anni fa’ riuscì a rinascere anche grazie al contributo dei paesi che accolsero i suoi emigranti.

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Autore:

  1. 5 Risposte a “Razzismo alla parmigiana.”

  2. Scritto da pierdamiano il ott 2, 2008

    Come hai detto bene tu, questo è l’ultimo episodio dovuto al terrore che si sta sviluppando in Italia verso gli immigrati. Se ne parla sempre e male, come possono non accadere determinati atti deprorevoli? Ecco il frutto dei militari a mitra spianati nelle città’, delle dichiarazioni sempreverdi in tutti sensi dei leghisti. Che c’aspettavamo dopo che sono morti 6 ragazzi di colore a Castelvolturno. Ok, lì sono da fare altre considerazioni legate alla camorra, ma chi si è indignato per quello. A parte Saviano in un articolo splendido su Reubblica, tutto caduto come sempre nel dimenticatoio. Che tristezza.

  3. Scritto da Dario ITALY il ott 2, 2008

    Piacere Dario.
    La cosa che mi ferisce di più, e ho scritto su questo, sono i moderati italiani, i liberali, che non si indignano, che non parlano, anche quelli del PDL intendo.
    Veramente triste vedere il paese a questo stato culturale e sociale.
    Dario
    ITALY ITALIA
    Satira e Analisi Politica

    PS. A presto sul mio o tuo blog

  4. Scritto da Alessandra il ott 2, 2008

    Quando succedono queste cose mi vergogno profondamente di essere italiana. Poche settimane fa era successo a Milano che padre e figlio avevano ammazzato a sprangate un ragazzo (originario del Burkina Faso) perché aveva rubato una scatola di biscotti. Ma anche se (come dicono) non l’hanno fatto per “razzismo”, io mi vergogno ugualmente di appartenere alla stessa razza umana di questi individui.
    Tempo fa il buon vecchio Berthold Brecht diceva: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti e non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare”. Non so perchè, ma mi sembra azzeccato al nostro contesto storico…

  5. Scritto da PisaMan il ott 2, 2008

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  6. Scritto da Raffaella il ott 3, 2008

    Un altro episodio a Roma, ieri dei ragazzini hanno picchiato al grido di “cinese di merda” un ragazzo che aspettava l’autobus.

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