Capire, fare. Antiviolenza.

24 ottobre 2008 – 05:18

Capire. Ancora oggi la parola no-global nel linguaggio televisivo significa pazzocriminalesovversivo. Mai sentito parlare di new-global. La lezione di Genova del 2001 ci insegna che anche un movimento pacifista fatto da decine di migliaia di persone antiviolente può essere trasformato in un’orda di violentifanaticifacinorosi. Basta avere qualche infiltrato che aizza la folla, treni gratis per i black block spaccavetrine e il controllo di qualche tv.

Capire. Quest’anno abbiamo votato ancora una volta con una legge elettorale che non ci ha permesso di scegliere altro che un simbolo, una scatola chiusa. La sinistra e la destra sociale oggi non hanno rappresentanti in Parlamento. Gli anni di piombo ci insegnano che in questi casi, al sorgere di conflittualità, le correnti estreme cercano altri modi di farsi sentire.

Capire. La crisi è alle porte. Presto passerà dalla finanza all’economia reale, colpirà il Pil. Nel 2008 almeno trecentomila imprese chiuderanno. Abbiamo il debito pubblico più alto dell’Occidente. Oggi vediamo cortei di studenti, domani file di risparmiatori, poi in piazza vedremo i lavoratori.

Fare. Informarsi, collaborare, essere ottimisti. Sono le “minoranze eccellenti” che hanno fatto le cose più belle della Storia d’Italia, dall’Unità alla Costituzione. Sappiamo bene che è antipolitico chi usa la politica e non chi si dà da fare per migliorare le cose partendo dal proprio territorio, dalla propria scuola, dalla propria famiglia.

Fare. L’alternativa è possibile. Decrescita cosciente piutosto che impoverimento; spesa etica, commercio equo, energie alternative…

Fare. Essere etichettati è facilissimo ed evitare che succeda è importante. Chi oggi scende in piazza per far sentire la propria voce, per far capire che ci tiene al futuro, verrà marchiato a fuoco al primo errore. L’unico anti- che ci si può permettere è antiviolenza.

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F. Cossiga – Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.

G. – Ossia?

F. Cossiga – In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

G. – Gli universitari, invece?

F. Cossiga – Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

G. – Nel senso che…

F.Cossiga – Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

G. – Anche i docenti?

F. Cossiga – Soprattutto i docenti.

(Il senatore a vita Francesco Cossiga intervistato da La Nazione, 22Ottobre 2008)

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Da leggere: il testo del ddl A.S. n.1108 sull’istruzione (conversione del decreto-legge 137) così come è stato approvato alla Camera ed è in discussione in Senato oggi.

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Autore:

  1. 5 Risposte a “Capire, fare. Antiviolenza.”

  2. Scritto da pierdamiano il ott 24, 2008

    Cossiga ormai da un pezzo non ragiona più. Stento a credere che lo abbia mai fatto, ma intervistarlo ogni volta contribuisce a riempire di boiate i giornali.

    Lello Rispondi:

    ciao a tutti!
    questi ragionano.. altro chè!
    abbiamo già visto quanto poco basta acreare le condizioni per delegittimare un intero movimento, Genova docet!
    ma questo non è altro che il famoso “pensiero unico” che tanto di moda sta diventando: sei diverso da me? dissenti su qualcosa?
    una persona normale si pone il problema di come superare le differenze, questi no!!il problema non si affronta, si elimina!!
    piccola nota di colore(mi perdoni Crozza):pensiero unico.. dichiarazioni..smentite..controsmentite..è chiara la relazione? saluti da Lello

  3. Scritto da PisaMan il ott 24, 2008

    Già, non so se in cima alla lista delle persone che disprezzo di più ci sia lui o Sgarbi. Comunque oggi Berlusconi dopo aver detto, smentito, ripetuto e rismentito le sue solite sparate, ha detto che i manifestanti sono dei facinorosi. C’è una progressione nelle dichiarazioni che sembra andare proprio nell’ottica della demonizzazione di chi dissente. A maggior ragione il primo gesto di violenza sarà il principio del fallimento della protesta, che finora è stata educata, forte e apolitica.

  4. Scritto da PisaMan il ott 25, 2008

    Oggi sia Beppe Grillo che Peer Gomez hanno parlato di questo (copioni:)). Speriamo che il messaggio venga recepito. Oggi ho visto le prime manganellate al tg.

  5. Scritto da vincenzo di monte il nov 8, 2008

    Innanzitutto complimenti per il testo: ho apprezzato la formula per introdurre l’intervista e il titolo del pezzo in quest’ottica è assolutamente calzante.

    e poi:
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    (ANSA) – ROMA, 7 NOV – Il decreto legge sull’universita’ varato ieri dal consiglio dei ministri – e giudicato oggi “positivo” dal Presidente Napolitano – non ha fermato la protesta degli studenti che anche oggi sono scesi in piazza – 18.500 in tutta Italia secondo le questure – con iniziative spesso all’insegna della creativita’. Non sono mancati pero’ scontri tra giovani e forze dell’ordine nella Capitale. Ancora in piena mobilitazione pure i ragazzi delle superiori mentre i sindacati chiedono al Governo l’apertura di un confronto a Palazzo Chigi e a Castel Volturno (Caserta) gli Stati Generali delle scuole del Meridione hanno fatto il punto sulla situazione del settore.
    UNIVERSITA’ – Manifestazione turbata da disordini a Roma: un ferito e una decina di contusi e’ il bilancio degli scontri avvenuti nel pomeriggio tra forze dell’ordine e studenti, dopo il tentativo dei manifestanti (5.000 in piazza secondo la questura) di entrare nella stazione Ostiense per bloccare i binari. Tentativo andato in porto, invece, a Pisa dove stamani alcuni binari della stazione sono stati occupati da studenti universitari e medi (300, secondo la questura, hanno protestato contro la legge 133). Cortei anche a Cosenza (con il camice bianco e un cappellino in mano per chiedere i soldi necessari alle loro ricerche studenti di chimica hanno espresso il loro dissenso), Catanzaro (200 studenti hanno manifestato secondo la questura) e Reggio Calabria. Migliaia (1.000 secondo la questura) i ragazzi che hanno sfilato a Napoli dove gruppi di manifestanti hanno affisso all’ingresso della sede dell’agenzia di lavoro interinale Adecco e della sede regionale della Corte dei conti manifesti con sopra scritto: “Attenzione, generatore di crisi”. Corposa (3.000 secondo la questura) la manifestazione di Cagliari aperta da studenti che, ispirandosi alla canzone dei Pink Floyd The wall, indossavano maschere bianche recando uno striscione con la scritta ironica (in inglese) “Non ci serve l’istruzione”. E’ proseguita anche nelle Marche la mobilitazione con un corteo a Macerata e lezioni all’aperto ad Ancona. Lezioni all’aperto anche a Perugia. A Palermo una ventina di studenti del comitato “No Gelmini” ha occupato simbolicamente il rettorato e lo stesso hanno fatto loro colleghi nell’ateneo di Messina. Folklore e ironia a Genova: studenti-lavavetri, altri con al seguito un drago stile capodanno cinese, altri ancora hanno informato i passeggeri sulla metro e, al Mercato Orientale, hanno distribuito ai passanti una sorta di “bugiardino”, il “Gelmindol”, “Supposte effervescenti”; 500 studenti hanno partecipato a un corteo organizzato dal collettivo Kaos. Alcune centinaia di ragazzi hanno partecipato a Torino, davanti al Politecnico, alla contro manifestazione organizzata in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo; a loro si sono uniti i lavoratori della ThyssenKrupp. Cortei improvvisati nel pomeriggio a Firenze dove e’ stato occupato ‘simbolicamente’ un autobus. A Potenza sono scesi in piazza insieme operai e studenti universitari e a Trento circa 200 studenti universitari hanno sfilato nel pomeriggio in sella alle biciclette.
    SCUOLA – A Milano un corteo di centinaia di studenti (500 secondo la questura) delle scuole superiori ha sfilato per le vie della citta’ per poi tenere un’assemblea aperta a piazza Fontana. Momenti di tensione stamani, a Chivasso (Torino), al termine di un corteo studentesco: una cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare nelle aule del liceo Newton dove si stava facendo regolarmente lezione e solo dopo l’intervento dei carabinieri la situazione e’ tornata calma. A Firenze una sessantina circa di studenti medi si sono incatenati questo pomeriggio alla ringhiera che corre intorno al Battistero, davanti al Duomo. Almeno 1500, secondo la polizia, gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione che si e’ svolta questa mattina nel centro di Empoli.(ANSA).

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