Mandiamo i Verdani a Pechino.

22 luglio 2008 – 16:10

Applausi. Davvero ho sentito applaudire alle frasi del SIg.Bossi sull’Inno di Mameli e sugli insegnanti del sud? Applausi. Si ho sentito bene. Qui allora credo bisogna fare una riflessione, e in questo mi sento veramente di appoggiarlo il senatur. Ma si dai, si vede anni luce che ha ragione, e lui lì poverino a sorbirsi le pesantissimissimissime critiche di Fini, di Schifani, addirittura e pensate un po’, si è dovuto sorbire il silenzio di Napolitano. Eh si, perchè il presidente della Repubblica quando tace vuol dire che è tremendamente incazzato. Chissà che paura che ha avuto Bossi. Lui infatti prima di fare quel gestaccio all’esecuzione dell’inno, c’ha pensato: “Ma mica mi cacciano dal paese per una cosa del genere? Insomma, potrei fare addirittura scomodare Napolitano dal suo “ruolo istituzionale”, offendo la natura stessa dell’Italia, faccio il Ministro, non dovrei farle queste cose…un momento, ho detto Italia, ah ok, vado tranquillo”. E quindi io continuo a difenderlo. Vi chiedete il perche? Il 60 % dei professori al nord vengono da regioni meridionali, ed è quindi colpa loro se la gente è cresciuta così ignorante da credere ad un rauco cacciatore di guai come quello; è colpa loro se non sanno neanche che l’Italia non è mai stata schiava di Roma, ma lo è sempre stata la vittoria, ed è colpa di questi insegnanti meridionali se sta gente è stata educata talmente male da sconoscere l’esistenza di vocaboli come rispetto, cultura, unione e solidarietà. Sig.Bossi non permetta che suo figlio venga nuovamente bocciato il prossimo anno all’esame di stato (STATO), è una vergogna, ce l’hanno con lei e con questa suo sogno nel cassetto che da sempre ha: separarsi da quei poveri malcapitati del Sud. Ma poi dico io, che male c’è. Perchè può esserci chi sogna di fare il calciatore, il medico, la velina, e invece non può esistere un uomo che non vede l’ora di tirar fuori quel fucile dall’armadio per arrivare fino a Napoli e cominciare a sparare insieme a altri migliaia di valorosi lombardo-veneti. Già, ha pure detto che il Lombardo-Veneto quando si è unito non ha mai perso. Ma in cosa? Quando mai è stato visto gareggiare? Ma davvero si vuol fare una sfida stile far west Lombardo-Veneto vs Siculo-Campano? Si, si vuole fare. E il bello è che credono di vincere, a sto punto mandiamoli a Pechino, chissà come si cagherà sotto Asafa Powell. D’altronde non hanno mai perso. Applausi signori. “Imbraccia il fucil, prepara il cannon, difendi il verdano dai riccioli d’or……”

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  1. 6 Risposte a “Mandiamo i Verdani a Pechino.”

  2. Scritto da Dino il lug 23, 2008

    VIETATO INDIGNARSI.
    L’indignazione è una comunissima pratica democratica, dunque inutile nella nostra solida monarchia. Per chi pensava che l’unica monarchia assoluta d’Europa fosse ormai soltanto lo Stato del Vaticano, ormai non ci sono più dubbi: lo Stato italiano è uno stato monarchico. E per di più privo della moderazione di un’istituzione parlamentare.
    Il nostro Parlamento è ormai svuotato di senso, su questo penso non ci siano dubbi. Ma non perché è assente parte della politica storica italiana, ma perché è una sorta di passaggio a vuoto, un giochino, un congegno ormai perfetto e altamente collaudato: se il Presidente del Consiglio vuole ottenere, per esempio, una legge che congeli a data da destinarsi tutti i processi che lo vedono imputato, non si fa più come una volta (ovvero chiedere l’immunità non solo per se stesso ma per qualche altro, tanto per non farla sporca sporca), ma si compie una parabola geniale: spaventare tutti con una proposta di legge che blocchi migliaia di processi per poi accogliere con sollievo l’ipotesi di una legge che abbia lo stesso effetto desiderato ma con danni meno catastrofici (il lodo Alfano). E’ il gioco delle buste: la scelta tra una morte veloce e il meno possibile dolorosa oppure una morte atroce. E questo sistema si ripete ormai per quasi tutte le proposte del nostro bravo Governo.
    Non indignamoci, dunque, se un ministro della Repubblica (?) si rivolge con parole e gesti gravissimi nei confronti delle istituzioni che dovrebbe rappresentare. Quello è un altro giochino della nostra politica: quando la Lega deve ricordare al Capo di non esagerare con le sue priorità, ne spara una grossa (se non grossissima) e lancia un sottile segnale a chi deve intendere. Le istituzioni in Italia non servono più a rappresentare gli Italiani, ma servono da sede operativa di intelligence (mentre i giornalisti-camerieri, come li ha genialmente definiti Beppe Grillo, fanno da ricetrasmittente). Cos’è l’affermazione, durante una campagna elettorale, che conferisce dignità di eroe a un mafioso omertoso se non un segnale a chi deve intendere? Una volta un’affermazione del genere avrebbe fatto perdere consensi. Oggi no. L’Italia è cambiata. E in peggio.
    Il silenzio di Napolitano su affermazioni scellerate è il giusto corredo di questo sistema.
    Non indignamoci.

  3. Scritto da Mario Super il lug 23, 2008

    Secondo me lo ha fatto per non mostrarsi debole ai suoi sostenitori: il giorno prima si era “venduto” per l’ennesima volta a Berlusconi. Con due cazzate di questo calibro come al solito trova i trogloditi che lo applaudono e toglie di mezzo ogni discussione sul fatto che appoggerà le riforme criminali di truffolo.
    Se io fossi un elettore della Lega sarei incazzato a bestia: questi hanno promesso il federalismo fiscale e hanno tolto la tassa più federale che avevamo (ici), hanno sbandierato sicurezza e pugno duro per poi togliere i mezzi alle forze di polizia e depenalizzare i reati che creano insicurezza. Se fossi leghista sarei veramente incazzato, ma forse i leghisti credono alle favole.

  4. Scritto da Tommaso Cappellano il lug 24, 2008

    Provo un pò di imbarazzo a lasciare un mio commento su Bossi e la lega (in senso lato) proprio accanto a delle immagini che raffigurano persone di un certo calibro come Gandhi o M.L. King. Iniziamo dalle figure gerarchiche più alte: non comprendo la figura di Napolitano, sarò trasportato da Grillo al riguardo, ma non stimo più questa figura. E’ disgustoso quello che sta facendo, lo ricorderemo come il partecipe dei disonesti. Non si può più assistere a certe cose, non si posso davvero più tollerare; Berlusconi lo vorrei lasciare però…. mi sento in dovere di dire che verrà ricordato come l’uomo che abbassò a dismisura il livello culturale dell’Italia in un’azione durata 30 anni ma che allo stesso tempo aumentò i suoi averi-potere in maniera considerevole concludendo in parlamento i suoi migliori affari;infine Bossi.. lui senza dubbio ha fatto gli interessi del suo territorio, però esagera continuamente sia inventandosi una storia tutta sua e di grande fantasia, sia sfociando in un razzismo davvero pericoloso tenendo conto del grande “flusso di gente che arriva dalle coste”. Giustamente è stato e rimane di mediocre spirito, lo è sempre stato e non ci potrà mai riservare novità positive, da condannare infatti le profumate e fresche offese all’unità nazionale (che ovviamente sono da sommare a quelle lanciate dai vari Borghezio, Calderoli, ecc ecc).

  5. Scritto da PisaMan il lug 26, 2008

    Perdonatemi ma devo fare una hola a Ryanair – clicca qui

  6. Scritto da pierdamiano il lug 26, 2008

    Grande Ryanair, ogni volta fanno campagne pubblicitarie spettacolari….complimenti, almeno qualcuno che esce fuori dal coro….ora x sta cosa, sono stati minacciati di non trattare più gli aereoporti italiani. Sarebbe l’ennesimo scandalo leghi(fasci..)sta.

  7. Scritto da Mario Super il lug 26, 2008

    Ingrati!!! siete voi che non riuscite a guardare più in là del vostro naso:
    Napolitano ha firmato il lodo proprio perché ha in mente il bene supremo della Patria. Una volta che le 4 più alte cariche dello stato avranno l’immunità, lui farà fuori le altre 3 avvalendosi proprio dell’immunità. Speriamo che la Consulta non bocci la legge.

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