KKK TOUR

28 luglio 2008 – 10:45

ovvero

appunti per un viaggio cinematografico in Finlandia, Giappone e Iran

 

Ferie augustee alle porte, ‘u mare, ‘u sole, u‘ vento ce li abbiamo in abbondanza, e allora infiliamo qualche straccio, comprato a saldo, nella valigia e spostiamoci con la fallimentare compagnia di bandiera (o con i carri bestiame delle ferrovie statali, tanto è uguale) in qualche posto del Bel Paese, non all’estero perché costa troppo, e non in macchina perché il petrolio è alle stelle.

Invece io mi appresto a fare un viaggio cinematografico in un asse virtuale che attraversa la Finlandia, il Giappone e l’Iran, i cui protagonisti sono rispettivamente Aki Kaurismaki, Takeshi Kitano e Abbas Kiarostami.

Il primo racconta della sua Helsinki, grigia, glaciale, periferica ai limiti della sopravvivenza. Drammaticità e surrealismo si intrecciano nei suoi film dando vita a dei capolavori di ironia e dolore. “- Sono stato sulla luna. – E come l’hai trovata? – Tranquilla. - Hai incontrato nessuno? – Veramente no, sai era domenica”, questa è la conversazione dell’uomo che ha perso la memoria con la donna che ama. I personaggi sono delle maschere di cera che però trasmettono tutta la sofferenza, l’inadeguatezza verso la vita, l’impossibilità a cambiare lo stato delle cose di un paese ricco economicamente, libero, moderno ma disperato nell’animo. Un “Chaplin scandinavo” che dipinge un nuovo sottoproletariato di un paese occidentale e all’avanguardia, con uno sguardo sensibile, malinconico e capace di far sorridere piangendo.

Come d’altronde riesce a fare anche Takeshi Kitano, dal paese del Sol Levante, con delle pellicole diametralmente opposte per contenuti allo scandinavo ma impastate della sua stessa poeticità. La temibile yakuza, mafia nipponica feroce e spietata, è presentata crudele e triste, legata a dei codici d’onore terribili, ma anche costituita da uomini non solo e non sempre malvagi. Uomini appunto. Non eroi, ma individui disperati. Non ci sono solo gli yakuza e i gangster a colorare le immagini cinematografiche di Kitano, perché anche quando si cimenta in un film come “L’estate di Kikujiro”, riesce magistralmente a commuovere e divertire. Per non parlare di “Dolls”: tre storie delicate, tenute assieme dalla corda rossa dei due amanti-marionette reietti, che vagano tra i colori splendidi dei ciliegi in fiore. “Anche con gli occhi spalancati, non riesco a vedere niente!” dice alla fine Zatoichi, il massaggiatore cieco protagonista dell’omonimo film, e sembra non solo una riflessione zen, ma anche una chiave di lettura per il film e per la vita.

Mentre dall’altra parte dell’Asia, sotto un governo islamico e poco incline alla libertà d’espressione, Abbas Kiarostami riesce a portare avanti il suo discorso cinematografico di grande indipendenza. Totalmente diversa la poetica filmica dal collega giapponese, sia per contenuti che per forma. L’iraniano è più interessato all’attualità, all’indagine sociale, al rapporto che il personaggio ha con la propria cultura, specialmente le donne, in un paese dove spesso vengono coperte e segregate in casa. E allora c’è un pedinamento del personaggio, ma anche una crisi della rappresentazione filmica, un continuo straniamento dello spettatore. Non c’è ironia, non si sorride, non c’è surrealismo, si riflette sulla nudità della vita e si osserva molto. Kiarostami è coraggioso a mettere in scena temi contrari al governo, ma soprattutto vi riesce con scarsi mezzi tecnici senza nasconderlo. Questo è un insegnamento per noi, un incoraggiamento alla libertà d’espressione con qualsiasi strumento e sotto qualunque governo…

Insomma, se la vacanza è ancora lontana o non ci sarà per niente, sarebbe un’idea lasciarsi sorprendere da qualche loro film, uno qualunque, scelto come si sceglie una pizzeria in cui cenare, trasportati dalla sensazione di un’insegna o da un titolo, è uguale. Ci sediamo e apriamo gli occhi.

 

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Autore:

  1. 6 Risposte a “KKK TOUR”

  2. Scritto da pierdamiano il lug 28, 2008

    Complimenti, bell’articolo….ascolterà i tuoi consigli sul tour, sempre meglio dei villaggi d’altronde.

    alessandra Rispondi:

    cavalcando la metafora cinematografica, i villaggi turistici, per me, sono come i film dei fratelli Vanzina…”teribbili”!

    PisaMan Rispondi:

    ma come? Non mi dire che non ti sei persa “un’estate al mare” !!!

  3. Scritto da Marco Ingrassellino il ago 30, 2008

    “Broters” di Takeshi Kitano è da vedere.Guerre fra mafie… Complimenti per l’articolo Ale. Marco

  4. Scritto da Maria Pisasale il set 21, 2008

    Di ritorno da un’esperienza simile a quella dei villaggi (fatta per sbaglio, ci tengo a dire) sto cercando di disintossicarmi.Alessandra ti devo un grazie: mi hai riportato alla memoria dei film bellissimi, ottimi per la mia cura.”L’uomo senza passato “di Kaurismaki celebra l’antieroe per eccellenza, colui che non è minimamente in grado di intervenire sulle circostanze, di possedere una qualsiasi forma di potere, nemmeno su se stesso. L’umanità del personaggio fa sorridere e commuovere, riflettere su quanti sono arrivati all’indifferenza piu totale. Un film che arricchisce davvero e lo fa con leggerezza.
    Consiglio questo film, insieme ai primi corti di Kiarostami, soprattutto a mio fratello Pisaman, del quale conosco i gusti cinematografici.
    Ciao a tutti.
    Maria

  5. Scritto da PisaMan il ott 20, 2008

    sembra interessantissimo questo libro di aki kaurismaki:

    http://www.spietati.it/libri/dialogo_sul_cinema_la_vita,_la%20vodka-kaurismaki/kaurismaki.htm

    si chiama dialogo sul cinema, la vita, la vodka. La recensione è davvero intrigante

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