Finchè un uomo ti incontra e non si riconosce

12 luglio 2008 – 16:17

«Un giorno, di tanti secoli fa, una donna e un uomo originari dell’India partirono per un lungo viaggio itinerante, con il loro carro trainato da due cavalli. Sul carro caricarono i loro pochi beni, qualche strumento musicale e un po’ di ferro da barattare. Durante il viaggio la donna partorì molti figli. Il carro diventava sempre più pieno di cose e persone e si stava strettissimi. Così, ogni tanto, quando le ruote del carro incontravano dei massi, a causa del sobbalzo improvviso, alcuni bambini e qualche strumento schizzavano fuori dal carrozzone. E fu così che gli zingari popolarono il mondo.»

 

“È un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”. Così viene definito, dal Parlamento Europeo, il provvedimento voluto da Roberto Maroni, che prevede la schedatura con le impronte digitali di tutti i cittadini rom, bambini inclusi. Infatti con 336 voti favorevoli e 220 contrari, a Strasburgo, è stata approvata una risoluzione che condanna l’Italia. La Commissione Europea ha inviato anche una lettera al nostro Governo, datata 9 luglio, che chiede alcune assicurazioni, messe per iscritto, su alcuni punti fondamentali:

1) che le schedature della religione e dell’etnia identificate, come successo a Napoli, “siano incidenti isolati che non si ripeteranno”;

2) il motivo per cui vengono raccolte le impronte digitali;

3) la base giuridica per il loro trattamento;

4) le modalità e la durata della registrazione e della detenzione dei dati biometrici (se essi possano essere usati per scopi diversi da quelli per i quali sono stati raccolti);

5) il diritto degli interessati a conoscere, accedere e correggere i dati raccolti su di loro;

6) che le impronte ai minori di 14 anni siano prelevate “solo quando espressamente autorizzato dalla magistratura e per l’unico scopo di stabilire la loro identità”.

Di tutta risposta il Ministro dell’Interno ha detto che l’accusa di razzismo al governo italiano “è indegna”; dunque si proseguirà con il censimento e afferma che, alla fine, l’iniziativa italiana diventerà prassi per l’Europa (sic!). La nostra maggioranza di governo accusa le sinistre di fare le solite speculazioni ideologiche, quando in realtà anche una ventina di europarlamentari del Ppe hanno votato a favore della risoluzione di Strasburgo!

Ma è possibile attuare una normativa che viola l’articolo 14 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo? Sì, è possibile (come diceva il notaio del fu “Pippo Kennedy Show”), ma solo nel caso in cui si invochi lo stato di emergenza previsto dalla legislazione, in caso di calamità naturali o catastrofi. In effetti, fin dalla campagna elettorale si parlava di “emergenza rom” come se in Italia ci fosse un’epidemia, un “nuovo colera”, il cui vaccino è indiscutibilmente un censimento per “sapere chi c’è, quanta gente c’è, dove sta e che esigenze ha”, così almeno dice il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra in un’intervista a SkyTg24. E prosegue: “mi sembra un’operazione tranquilla, come dico sempre omnia munda mundis, tutto è puro per i puri; noi siamo puri e andiamo avanti”. Verrebbe da chiedergli cosa intende per puri. I puri di cuore delle beatitudini evangeliche? I puri come coloro che non rubano? I puri nel senso di “puliti”? Forse è vero, gli zingari non profumano di lavanda, ma allora, mi chiedo, lo stato di calamità invocato è preventivo? C’è la paura che possa scoppiare un’epidemia a causa delle cattive condizioni igieniche dei campi nomadi? Dunque il nodo gordiano è questo. Quindi per risolvere un’eventuale ondata di cattivo odore e malattie non ben specificate, si potrebbe iniziare col portare delle situazioni dignitose all’interno delle favelas nostrane, un programma di istruzione per i bambini, tanto per dirne qualcuna. Ma ora che ci penso, forse queste cose saranno il passo successivo al provvedimento di Maroni: prima bisogna censirli, assicurarsi quanti sono per sapere quanti bagni chimici installare, che tipo di fognature costruire, quanti pullmini servono per portarli a scuola.

Anche verso la fine degli anni ’30, nel “secolo breve” appena trascorso, agli ebrei fu imposto di cucirsi una stella di Davide sul vestito per farsi riconoscere, ma era appunto per capire quanti fossero, chi fossero, quanti soldi avessero, che mestiere facessero. Poi infatti, saputo il numero esatto, vennero spostati presso alcuni villaggi attrezzati, dove venne dato loro un impiego, vitto e alloggio gratuito. Uno di questi era l’”Auschwitz Hotel”…

 

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Autore:

  1. 6 Risposte a “Finchè un uomo ti incontra e non si riconosce”

  2. Scritto da PisaMan il lug 12, 2008

    Non riesco a trovare esattamente il testo di queste ordinanze… Maroni dice una cosa, l’UE un’altra. se trovate qulcosa di serio segnalatelo… La cosa più seria che ho trovato finora è Famiglia Cristiana.

  3. Scritto da Mario Super il lug 13, 2008

    ordinanza pres consiglio 30 05 2008

  4. Scritto da mimmo il lug 13, 2008

    La stessa comunità europea che ora fa la voce grossa riguardo alle invenzioni di “sua Improntitudine”(Maroni),solo due anni fà decideva con la quasi totale unanimità di comprendere la Romania e la Bulgaria nell’ambito del Trattato di Schengen, accordo teso, come tutti ben sanno, ad abbatere le frontiere comunitarie per cittadini e merci provenienti dall’Unione. Nello stesso momento nasceva un inspegabile(?) flusso di investimenti industriali, che interessava i suddetti stati, proveniente da molti paesi(di serie A) dell’Unione ;
    Si cominciò a banchettare tutti assieme attorno al “grande tavolo della comunità”(aperta e senza frontiere), servivano ai tavoli, in livrea (azzurra con cerchio di stelle sul petto), milioni di diseredati facenti parte della tanto richiesta manodopera a basso costo….
    Si mangiò, si bevve, e forse ci si ubriacò pure. Dopo il banchetto usciti dal torpore, i “grandi” dell’Unione si rendevano conto che la contropartita conseguente all’apertura delle frontiere non era stata solo maggior libertà(?), minori costi di impianto industriale, masse di lavoratori disposte ad impiegarsi per pochi euro all’ora, ma si assisteva anche a flussi di gente che proveniva da situazioni disastrose e che per cultura o per necessità, lasciava i paesi neo-inseriti.In quei paesi, loro stessi, nulla avevano fatto per incentivare uno sviluppo strutturale, non fatto di importazione del capitalismo, ma di infrastrutture, piani sociali, aiuti per le zone a rischio, e piani di rivalutazione ambientale.
    A questo punto il paradosso risedeva nel fatto che proprio loro avevano incentivato l’apertura delle frontiere,e che ,paradossalmente appunto, i cittadini di quelle nazioni nel muoversi liberamente si sentivano perseguitati e “clandestinizzati” in quello che sarebbe dovuto essere uno spazio libero da frontiere e da vincoli alla mobilità. Per di più, notavano,vi era gente che per strani retaggi di ideologie politiche, attaccava la loro etina, e faceva di loro un’EMERGENZA SOCIALE. Scattarono in piedi ed in preda ad un rabbioso attacco di politically correct, tuonarono: “NO!!!non potete trattare così cittadini della vostra stessa casa, non potete legiferare secondo principi discriminatori e razzisti!”. Un ragazzodal basso della sua ignoranza, a quel punto chiese ,tramite un brillante blog di informazione:” non ritenete che sia stato da parte vostra altrettanto discriminatorio,limitarvi ad aprire le frontiere di due (e più) paesi dell’ex blocco Sovietico, mossi solo dall’evidente possibilità speculativa(a breve termine), senza peraltro collaborare con loro a piani di graduale integrazione???”
    I grandi non sentirono mai quella domanda, fatto sta che il ragazzo era indignato, sia dalle azioni di quei politici sia dalle tardive azioni di recupero d’immagine di quei grandi….

  5. Scritto da PisaMan il lug 13, 2008

    “Emergenza nomadi” è uno spot fatto di due parole semplicemente sbagliate. Si parla di un’emergenza in caso di pericolo improvviso e non credo che i “nomadi” siano arrivati quest’anno all’improvviso. Si parla di nomadi indicando gente che è nomade solo per pregiudizio e vittima di ghettizzazione.

    Fare un censimento dei campi autorizzati e sgomberare gli abusivi. Sono d’accordo.
    Usare il pugno duro con chi è illegale, chi non rispetta le norme igieniche, chi occupa abusivamente: sono d’accordo. (Notizia di oggi: tagli alle forze di polizia, che protestano)
    I “rilievi segnaletici” che sono diventati impronte anche per i bambini non c’entrano, non servono a mandare i bambini a scuola, non servono a integrare nessuno. Se poi i rilievi li facciamo discriminando in base all’etnia e alla religione non potrò mai essere d’accordo.

    Si fa purtroppo confusione tra due cose molto, molto diverse:

    Da una parte ci sono i “campi nomadi” in cui vivono rom, sinti, italiani, rumeni, ucraini, ma soprattutto gente arrivata in Italia all’epoca della guerra dell’Ex Jugoslavia. Ci sono “campi nomadi” regolari (con abitazioni più o meno regolari e più o meno vivibili) e campi del tutto abusivi. Il 70% dei Rom in Italia ha cittadinanza italiana.

    Dall’altra parte c’è un problema sicurezza, usato come bandiera in campagne elettorali nazionali e locali, in cui la colpa di solito viene data al Rumeno di turno, con notiziari che di solito titolavano indicando solo la razza delle persone coinvolte, tipo “Rumeno stupra Thailendese”, “Italiano accoltella Indiano” e tutte le combinazioni possibili. Romania con Rom in comune ha solo le prime tre lettere. Mimmo-ragazzo indignato ha spiegato benissimo il fenomeno rumeno in Italia. Inoltre bisogna dire che se un delinquente deve scegliere tra Italia e Germania sceglie l’Italia per la Bossi-Fini e per l’indulto. Se una persona onesta deve scegliere dove emigrare per lavorare sceglie la Germania, perchè in Italia con la stessa Bossi-Fini le persone oneste non le trattiamo proprio benissimo.

    Bisogna distinguere tra questi due punti, altrimenti si mischiano due questioni che vanno risolte in maniera diversa. Per il resto, non avrei niente da aggiugere ai 6 punti della Commissione Europea.

    alessandra Rispondi:

    Sono d’accordo con te! C’è un problema con le parole qui in Italia…
    Emergenza nomadi e problema sicurezza sono slogan che sviano l’attenzione sulle problematiche vere. Certo che se prima parli di sicurezza e poi proponi di bloccare i processi, tagli alle forza dell’ordine, etc, o sei schizofrenico o giochi sporco…
    Tra l’altro, molti dei cosiddetti “zingari”, in Italia, sono italiani! Scrivo solo qualche nome: Santino Spinelli (nato a Pietrasanta), Bruno Morelli (nato ad Avezzano), Silvio Tanoni(nato a Pavia).
    Ma a noi esseri umani ci servono i capri espiatori perchè altrimenti rischiamo di aprire gli occhi…

  6. Scritto da dina b. il lug 21, 2008

    e nonostante ormai esistano anche le impronte digitali tarocche, dal 2010 ce le avremo tutti sulla carta d’identità! così non potremo più dire che Maroni è razzista! ragazzi, non è un’idea geniale?

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