Equi e Solidali - ioAmbiente
7 luglio 2008 – 01:58
Di questi tempi, in Italia, è difficile poter fare un discorso equilibrato sull’offerta e l’acquisto dei prodotti alimentari. Ci troviamo sommersi da impennate dei prezzi sulla frutta e verdura; ci accorgiamo che la mozzarella di bufala ci viene preclusa da innominabili scandali alla diossina; ci impressioniamo se la carne si restringe in padella e assume colori strani. Dunque, portafoglio permettendo, ci potremmo inabissare nei meandri del biologico… Poi, avendo anche un minimo l’occhio attento ai problemi sociali del mondo intero, potremmo fare una scappatina in queste botteghe del Commercio Equo e Solidale. Ma appena entrati, ci sono tante domande che ci assalgono e una fra le più frequenti è “ma perché è così caro?!”. Dunque partiamo dall’inizio.
Si definisce Commercio Equo e Solidale quel tipo di scambio commerciale tra produttore, esportatore, distributore e consumatore, vincolato dal rispetto reciproco di tutti i protagonisti della filiera, in pratica dal contadino a me. Ovviamente avendo un’attenzione particolare verso l’ambiente: la maggior parte dei prodotti alimentari è coltivata in modo biologico (viene riconosciuto un premio a chi coltiva in questo modo), sfruttando, dove è possibile, energie alternative, utilizzando per l’imballaggio materiali biodegradabili e riciclabili, impiegando materiali naturali (cotone, canapa, seta, semi, juta,…) per tutti i tessuti e oggetti d’artigianato. L’attenzione per il prodotto naturale è giustamente legata alla dignitosa situazione lavorativa di chi produce questi beni di consumo. Sarebbe incomprensibile bere un caffè biologico del sud America e far lavorare i campesinos in estreme condizioni igieniche, tra i pesticidi, per venti ore al giorno. Quindi nella già citata filiera, il rispetto di tutti i componenti è fondamentale.
Detto questo è utile sapere che esiste un “prezzo trasparente” che specifica chiaramente quanto vale ogni articolo: i soldi destinati alla cooperativa che ha fisicamente fatto, per esempio, una maglietta; i dazi doganali; il trasporto fino alla bottega; il compenso del distributore; e così via. Quindi considerando i costi sociali ed ambientali nel prezzo di un prodotto, si stabilisce un rapporto tra offerta ed acquisto del prodotto stesso ed è un errore credere che un prezzo giusto per i produttori comporti un prezzo superiore per noi consumatori. Anzi spesso l’assenza degli intermediari nella catena di distribuzione comporta una vera concorrenzialità! Il fatto che prodotti come la pasta, il caffè, i biscotti, i sughi al pomodoro, per esempio, costino di più rispetto al supermercato sotto casa è perché sono fatti con criteri naturali, biologici, sani per noi, mentre è probabile che tante offerte del supermercato siano coltivate in terre radioattive, o da sementi geneticamente modificate, o irrorate di pesticidi a volontà. Questo non significa che dobbiamo essere felici di spendere di più ma più semplicemente essere contenti di acquisire consapevolezza su ciò che ingoiamo, che indossiamo, che esponiamo sui mobili di casa e soprattutto sapendo di non contribuire alla distruzione ambientale del nostro pianeta e allo sfruttamento senza regole del nostro preziosissimo “sud del mondo”.
Il commercio equo e solidale non si limita però alla sola vendita di prodotti ma, negli ultimi anni soprattutto, ha svolto attività interessanti anche dal punto di vista turistico. Il cosiddetto turismo responsabile è un viaggiare etico e consapevole che va incontro alla gente e alla natura, incrementa i piccoli imprenditori, i piccoli artigiani, non si fa inglobare in asettici villaggi turistici improntati sul consumismo sfacciato, rispetta la flora e la fauna del posto, ammirandola senza influire su di essa. Sotto quest’ottica è dunque possibile condurre uno stile di vita equo e solidale, volendo bene a noi stessi in primis, cercando di mantenere il più possibile un’alimentazione sana, non inquinando fiumi, laghi e mari con schiumosi detersivi sintetici, rispettando la terra e l’aria, e successivamente, sentire il nostro “prossimo” non come entità lontana e trasparente ma vivo e consapevole come noi nel diritto ad avere una dignità umana e lavorativa in questa nostra controversa epoca storica .
Autore: Alessandra


1 Risposta a “Equi e Solidali - ioAmbiente”
Scritto da Marco Ingrassellino il lug 9, 2008
Ciao Ale,bellissimo discorso.Ieri Gabry e Francy sono andate a: BOTTEGA MACONDO per acquistare prodotti del mercato equo e solidale.Ti salutiamo e ti abbracciamo.M F G